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SINTESI Rapporto EURES "Omicidio in famiglia"

28 Giugno 2019
 Commenti disabilitati su SINTESI Rapporto EURES “Omicidio in famiglia”
28 Giugno 2019, Commenti disabilitati su SINTESI Rapporto EURES “Omicidio in famiglia”

In Italia nel 2018 un omicidio su due (49,5%) commesso in famiglia.

163 le vittime (67% donne). Oltre 3.500 dal 2000 a oggi.

Fenomeno in crescita nei primi 5 mesi del 2019 (+10,3%)

Nella coppia il maggior numero di vittime (49,2%). Ma è allarme figlicidi (+55%)

Illegittima offesa: +97% gli omicidi commessi in famiglia con armi da fuoco nel 2018

Oltre 3.500 gli omicidi in famiglia dal 2000. Nel 2018 in famiglia la metà degli omicidi volontari (49,5%) – Nel 2018 il 49,5% delle vittime degli omicidi volontari commessi in Italia è stato ucciso all’interno della sfera familiare o affettiva (163 su 329 vittime di omicidio totali): la percentuale più alta mai registrata in Italia. Di queste, il 67% è costituito da donne (109 vittime) a fronte di 54 vittime di sesso maschile (33%).

L’ambito familiare arriva ormai a costituire il contesto omicidiario quasi esclusivo per le vittime femminili, visto che ben l’83,4% delle 130 donne uccise in Italia nel 2018 ha trovato la morte per mano di un familiare o di un partner/ex partner.

Aumentano gli omicidi al Sud (+14%) e al Centro (+7,1%). Ma nel Nord si conta il più alto numero di vittime (68, pari al 41,7%) – Nel 2018 le vittime degli omicidi familiari aumentano al Sud (+14%, da 57 a 65 vittime) e al Centro (+7,1%, da 28 a 30), mentre diminuiscono al Nord (-16%, passando da 81 a 68) che conferma comunque il più alto numero di vittime. Al Sud invece l’indice di rischio più alto (3,14 vittime per milione di residenti), seguito dal Centro (2,49) e dal Nord (2,45).

In crescita l’età media delle vittime e degli autori. Straniera una vittima su 5 (+10% rispetto al 2017) – L’omicidio in famiglia colpisce inoltre in misura sempre più frequente gli anziani: le vittime di 65+ anni raggiungono infatti il 30,1% del totale (49 in valori assoluti nel 2018), a fronte del 18% del 2000. Aumenta contestualmente l’età media delle vittime, che passa da 45 anni nel 2000 a 48,8 nel 2018. Si segnala al riguardo il crescente fenomeno degli omicidi pietatis causa (o compassionevoli), dettati cioè dalla decisione dell’autore di porre fine ad una condizione di disagio estremo della vittima (grave malattia, demenza senile, ecc.) da lui ritenuta insostenibile (23 casi nel 2018).

Nella coppia la metà delle vittime di omicidio in famiglia. Ma è allarme figlicidi (+47,6%) – All’interno dell’omicidio in ambito familiare è nella relazione di coppia (in essere o passata) che si consuma il maggior numero dei delitti: nel solo 2018 sono infatti 80 le vittime tra coniugi, ex coniugi o ex partner, pari al 49,1% degli omicidi in famiglia, costituite nel 91,3% dei casi da donne (73 in valori assoluti, contro 7 uomini, pari all’8,7%).

Anche la relazione genitore/figlio si caratterizza per una crescente problematicità, con un forte richiamo al tema dei figlicidi: si contano infatti 31 figli uccisi dai genitori nel 2018, con una crescita del +47,6% sull’anno precedente (erano 21 le vittime nel 2017). I 31 figlicidi censiti sono stati commessi in 20 casi dai padri (pari al 64,5%) e in 11 casi dalle madri (pari al 35,5%). La responsabilità delle madri è stata esclusiva nei 4 omicidi di figli di età inferiore ad un anno, scendendo al 40% nella fascia di età successiva (2 figli di 1-5 anni uccisi dalla madre e 3 dal padre), al 33,3% nella fascia 6-13 anni (2 a fronte di 4 figli uccisi dai padri) e attestandosi al 18,8% nei figlicidi degli over13enni (3 sui 16 complessivamente compiuti).

64 vittime di omicidio in famiglia nei primi 5 mesi del 2019 (+10,3% sul 2018) – L’andamento degli omicidi in famiglia nei primi 5 mesi del 2019 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) segnala una nuova crescita del fenomeno (+10,3%, passando il numero delle vittime da 58 a 64), che arriva a rappresentare il valore record del 51,2% degli omicidi totali.

Aumentano, in particolare, gli omicidi all’interno della coppia (+10,3%, passando da 29 a 32), i genitoricidi (+28,6%, passando da 7 a 9) e i fratricidi (5 vittime nei primi 5 mesi del 2019 contro 3 nel 2018).  In relazione al genere delle vittime nei primi 5 mesi del 2019 si rileva un significativo aumento di quelle di sesso maschile (da 15 a 29, pari a +93,3%), mentre risultano in calo le vittime femminili (da 43 a 35).

Considerando infine il numero totale degli omicidi volontari commessi in Italia tra il 1 gennaio e il 31 maggio (dati provvisori relativi al confronto 2018-2019), si conferma la complessiva flessione del fenomeno già segnalata negli ultimi anni (-10,7% scendendo le vittime censite da 140 a 125).

Emergenza armi in casa (+97% le vittime in un anno): 4 vittime su 10 in famiglia uccise nel 2018 con armi da fuoco (legalmente detenute nel 65% dei casi) – Nel 2018 l’arma da fuoco risulta lo strumento più utilizzato negli omicidi in famiglia (65 vittime, pari al 39,9% del totale), prevalendo in misura significativa sull’arma da taglio (40 casi, pari al 24,6%).

L’incidenza delle vittime uccise con armi da fuoco nel 2018 risulta molto superiore alla media dell’intero periodo 2000-2018 (1.139 vittime, pari al 32,2%), registrando un significativo aumento rispetto al 2017 (+97% rispetto alle 33 vittime dell’anno precedente).

Sulla base delle informazioni accessibili da fonti aperte (giornali, internet, ecc.), in almeno il 64,6% dei casi in cui le vittime sono state uccise con armi da fuoco, l’assassino risultava in possesso di un regolare porto d’armi (in diversi casi per motivi di lavoro), confermando quindi la necessità di controlli più accurati, soprattutto in presenza di situazioni stressanti o comunque “a rischio” (ad esempio una separazione o la grave malattia di un familiare stretto).

In particolare le armi da fuoco hanno rappresentato lo strumento principale di morte nei figlicidi (51,5% delle vittime) e negli omicidi di coppia (36,3%, peraltro in tutti i casi vittime femminili).

Ti piacerebbe consultare il report completo? Richiedi il volume “Primo Rapporto sugli Omicidi in famiglia”: ufficiostampa@eures.it

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